giovedì 17 marzo 2016

LUNEDI 4 APRILE 2016 ORE 16,30

BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE DI ROMA
Viale Castro Pretorio, 105

COSIMO CINIERI

PIER PAOLO POETA DELLE CENERI
video-opera
di
IRMA IMMACOLATA PALAZZO
e
GIANNANTONIO MARCON

Coordinatore: Prof.GIANFRANCO BARTALOTTA

Ingresso libero

con
GIANNI DE FEO
MARCELLO MAIETTA

La videopera, in digitale FULL HD con sette telecamere, è una ripresa live dello spettacolo PIER PAOLO POETA DELLE CENERI, che ha debuttato all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 25 aprile 2012.
Il video ha una propria autonomia estetica e un temperamento cinematografico. La macchina a spalla, così come amava girare Pasolini con la sua Arriflex, ha consentito di vivere dall’interno i versi, la voce, il canto, le immagini, le azioni, la musica fondendoli in un magma che esalta il paesaggio poetico di Pier Paolo. 
Con Cosimo Cinieri, Gianni De Feo, Marcello Maietta.
Domenico Virgilidirezione, pianoforte, orchestrazioneMarco Arianobatteria e percussioni; Roberto BellatallacontrabbassoPiero Bronziflauto e saxCarlo CossuviolinoMarcello FiorinifisarmonicaAntonio Iasevolichitarra classica ed elettrica.
Max CiogliinstallazioneGiancarlino Benedetti Corcospittore-scultoreFabiana Di Marco, scenografiaGian Maria SpositocostumiDaniele Lancifoto di scena; Giannantonio Marcon, video.
DrammaturgiaIrma Immacolata Palazzo e Gianni Borgna.
Regia teatraleIrma Immacolata Palazzo






14 MARZO 2016 ORE 15

LICEO STATALE
GAIO VALERIO CATULLO
Via Tirso,19 Monterotondo (RM)

Le Settimane Culturali del Catullo

IL DIALOGO TRA LE GENERAZIONI
GENERAZIONI A CONFRONTO

COSIMO CINIERIIRMA PALAZZOSILVIA CONSOLI






domenica 7 febbraio 2016

BARI- LIBRERIA LATERZA
10 MARZO 2016 Ore 18

LA GARANTE ROSY PAPARELLA DEI DIRITTI DELL'INFANZIA 
E DELL'ADOLESCENZA DELLA REGIONE PUGLIA,
TERESA MASCIOPINTO PER L'ASSOCIAZIONE UNDESIDERIOINCOMUNE
E MARIA LATERZA

presentano

LA CARTELLA ROSSA
un romanzo di 
IRMA IMMACOLATA PALAZZO
Ed.Giorgio Coralli

letture di TIZIANA SCHIAVARELLI

con un euro arriva direttamente a casa tua
ordinandolo a www.edizionicoralli.com 




La piccola Immacolata, U sciammiatore commediante dei crudi, perversi o dolci eventi della vita…

Dalla Prefazione di Antonio Marturano:
Il bellissimo racconto di Irma Palazzo è un ritorno al racconto sociale, a quel racconto che si sviluppa in gran parte dell’Europa nella prima metà dell'Ottocento che tratteggia la vita dei ceti sociali economicamente svantaggiati e denuncia situazioni di sopruso e pregiudizio. E’ pure un racconto “sentimentale” – alla Laurence Sterne, ove la commozione dell’autore si atteggia subito a sorriso, di un ridere quasi disperato e, come abbiamo già detto, sovente malinconico che è spesso strappato al lettore mediante lo stratagemma della parlata dialettale, il giargianese o giaggianese, la lingua degli “stranieri dal linguaggio incomprensibile” ovvero, nelle intenzioni dell'autrice, di tutti coloro i quali sono stati strappati dall'ambiente a loro familiare: Barivecchia, e quindi privi di radici.
Il racconto si svolge negli anni ’60 a Bari, e in particolare tra il quartiere oggi chiamato “San Paolo” (u CEP) e un collegio di Bitonto.










venerdì 27 novembre 2015






AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA SALA SINOPOLI
23 e 24 novembre 2015 ore 21


COSIMO CINIERI

GUERRA! '15/18

con LA BANDA MUSICALE DELL'ESERCITO ITALIANO

drammaturgia e regia
IRMA IMMACOLATA PALAZZO















Teatro Argentina, Sala Squarzina
Martedì 1 dicembre 2015 ore 17,00
Martedì 15 dicembre ore 19,00
Martedì 5 gennaio 2016 ore 17,00
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

LE ROSE DEL PARNASO 2 ED. FESTIVAL ITINERANTE
COSIMO CINIERI
VIDEOPERA PIER PAOLO POETA DELLE CENERI
di Irma Immacolata Palazzo e Giannantonio Marcon
Coordinatore: Prof. Gianfranco Bartalotta

La videopera, in digitale FULL HD con sette telecamere, è una ripresa live dello spettacolo PIER PAOLO POETA DELLE CENERI, che ha debuttato all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 25 aprile 2012.
Il video ha una propria autonomia estetica e un temperamento cinematografico. La macchina a spalla, così come amava girare Pasolini con la sua Arriflex, ha consentito di vivere dall’interno i versi, la voce, il canto, le immagini, le azioni, la musica fondendoli in un magma che esalta il paesaggio poetico di Pier Paolo. 
Con Cosimo Cinieri, Gianni De Feo, Marcello Maietta.
Domenico Virgilidirezione, pianoforte, orchestrazioneMarco Arianobatteria e percussioni; Roberto BellatallacontrabbassoPiero Bronziflauto e saxCarlo CossuviolinoMarcello FiorinifisarmonicaAntonio Iasevolichitarra classica ed elettrica.
Max CiogliinstallazioneGiancarlino Benedetti Corcospittore-scultoreFabiana Di Marco, scenografiaGian Maria SpositocostumiDaniele Lancifoto di scena; Giannantonio Marcon, video.
DrammaturgiaIrma Immacolata Palazzo e Gianni Borgna.
Regia teatraleIrma Immacolata Palazzo
Uff.Stampa: Elisabetta Castiglioni Tel: 06.3225044 Cell: 328.4112014 info@elisabettacastiglioni.it  , Promozione e segreteria organizzativa: Inventa Eventi Tel: 06.98188901 progetti@inventaeventi.com , Ufficio Promozione Pubblico: Alt Academy Tel: 06.4070056 Cell: 339.5932844 altacademy@libero.it
  
Pier Paolo Poeta delle ceneri
di Gabriella Palli Baroni 
È grande l’emozione che, sin dal titolo Pier Paolo poeta delle ceneri, ci comunica la video-opera ideata da Irma Immacolata Palazzo e Gianni Borgna e firmata per la regia teatrale da Irma Immacolata Palazzo, e per il video insieme a Giannantonio Marcon. Emoziona per la drammatica e altamente lirica voce narrante di Cosimo Cinieri; per l’intensità del dettato e la bellezza e potenza dei frammenti tratti dalle opere di Pasolini in prosa e in versi; per l’originalità dell’idea registica; per l’istallazione di Max Cioli; per le scelte musicali e per gli elementi scenografici di Benedetti Corcos infine: altari-teatrini,  lampadine prima colorate da balera poi bianche, bandiere rosse stracciate, travestimenti (l’angelo nero di Gianni De Feo, comprimario con Marcello Maietta), camera e cameraman  in scena e in movimento, una lingua di sabbia.
Poche volte abbiamo ascoltato e partecipato con tanta vicinanza ad una lettura poetica che qui diviene azione teatrale, pur conservando gli spazi e i tempi del vissuto che si è fatto poesia. Ma sorprende anche la scelta degli scritti, tra i più alti di Pasolini, “brandelli” che appaiono rinnovati e trasfigurati in Cinieri, voce e volto e persona, che dà sostanza e corpo sonoro alle parole del poeta e esalta e potenzia la musica dei suoi versi.
Pasolini aveva pensato di intitolare col semplice Le ceneri il libro che poi divenne Le ceneri di Gramsci. Anche una sua autobiografia in versi, pubblicata da Archinto nel 2010, si intitolò Poeta delle ceneri. “Ceneri” era il termine che, più d’ogni altro, racchiudeva in sé il pensiero della morte e segnava tutto il suo cammino d’artista: che altro dice la sua opera - di poesia, di saggistica, di teatro, di cinema - se non l’itinerario arduo e doloroso di Pasolini poeta, la divisione intimamente e dolorosamente sentita tra valori di un vecchio mondo, che non si vogliono perdere, ma che vanno modificandosi e spegnendosi, e il nuovo, che ne è oscura conseguenza e tradimento?
Le parole di Pasolini, tratte dai suoi libri, scorrono in un piano-sequenza “potenzialmente infinito”, come potenzialmente infinita era la sua idea di cinema; scorrono intensamente vere e profonde, incise, si direbbe, nella  maschera forte e antica di Cosimo Cinieri, e fermano sulla scena il colore del tempo, il calore della vita, il dolore della perdita, il conflitto tra passato e presente, la complessità e la conflittualità dell’esistenza, i tragici mutamenti sociali, lo sfiorire della bellezza di un mondo agreste che le lucciole testimoniavano; il pensiero della morte e di sé “scheletro / senza neanche nostalgia del mondo”.
Si veda, in apertura, Cosimo di spalle con il maglione verde di Pasolini trovato la notte della sua morte: avvia dal “vuoto”, lasciato dal poeta, un piano sequenza aperto “all’infinito”, su cui si innestano i frammenti della sua storia di uomo e di autore: la fisicità estrema; il disgusto per la folla; il sentirsi indifeso e inerme; il rifiuto di un mondo che coniuga possesso e distruzione; e, a ritroso nel montaggio, l’angelo nero irridente di Ninetto; l’unione affettuosa e ineluttabile con la madre (“Saremo insieme, /presto, in quel povero prato gremito / di pietre grige”) e il sacro (Cristo), in cui si manifestano scandalo, verità e risurrezione. E ancora: la diversità che spinge ai margini e l’inferno neocapitalistico; il sogno di una gioia che sola può aprire una stagione di «dolore armato»; la denuncia delle stragi (“Io so…io so…io so”) e la rivolta antiborghese; l’utopia di un mondo nuovo (l’Africa) e la poesia “incivile”; il teatro e la scoperta del cinema. Sono tutti i temi che la sapiente regia di Irma Immacolata Palazzo ha riversato in un’opera che unisce lo scavo nella storia di Pier Paolo, “vissuto dentro una lirica”, al teatro di parola e alla visività, che la musica, ora popolare ora sublime, mette in risalto e accompagna. Che sia poi il campo di lucciole, con le piccole luci bianche della scena, a chiudere una festa paesana è commovente fondale per un addio, che vede Cosimo Cinieri prostrato allontanarsi nel buio. Con le parole di Edipo re, che richiamano Eliot: “Sono giunto. La vita finisce dove comincia”.

venerdì 13 novembre 2015

Intervista a Irma Immacolata Palazzo in occasione della presentazione de LA CARTELLA ROSSA