UNA CONSISTENTE LEGGEREZZA
Gianni Borgna, vent'anni di cultura a Roma (1993-2011) -Ed.Donzelli
12 dicembre 2024 ore 17-Roma, Teatro Argentina -Presentazione del volume
Sul palco: Giovanna Marinelli, Giovanna Pugliese, Walter Veltroni, Roberto Gualtieri, Anna Maria Ciai, Francesco Rutelli.
Dalla quarta di copertina: "Assessore alla Cultura dal 1993 al 2006, nella consiliatura Rutelli prima e Veltroni poi, Gianni Borgna è stato una figura centrale nella vita politica e culturale di Roma, un vero e proprio innovatore, che ha contribuito in maniera decisiva a plasmare la straordinaria stagione culturale che la città ha vissuto tra gli anni novanta e duemila. (...) Da questo album di ricordi di amici, collaboratori, compagni di viaggio e maestri emerge la leadership garbata e tenace di Gianni, ma emergono anche con forza l'affetto e il piacere di ricordarlo a dieci anni dalla sua morte. (...) Le immagini a corredo raccontano di amicizie, di incontri importanti, di un lavoro instancabile fatto sempre "insieme": ai sindaci, agli artisti, agli esperti, ai funzionari e ai cittadini di una Roma amata nelle sue contraddizioni e rispettata nella sua complessità".
IRMA IMMACOLATA PALAZZO:
Il sodalizio fra Cosimo (Cinieri) e Gianni (Borgna) fu soprattutto un'amicizia calda e sincera. A Cosimo piaceva il coraggio impavido dei 'tre moschettieri': Gianni Borgna, Goffredo Bettini e Walter Veltroni, appassionati politici, ma facondi e operosi intellettuali che sicuramente ben presto avrebbero cambiato il volto della città e forse del paese.
Negli anni, Cosimo è stato presente a tutte le presentazioni dei libri di Gianni; generosi, si scambiavano favori, Cosimo leggendo qualche passaggio delle sue opere e Gianni supportandolo a volte nelle sue avventure teatrali. Venne a vedere il nostro Macbeth e ne scrisse su "Filmcritica", la bella rivista di Edoardo Bruno: "Erroneamente considerato un rappresentante dell'avanguardia, Cinieri in realtà, come già il Bene degli inizi, è uno dei pochi autori-attori profondamente nazional-popolari (uso volutamente la vecchia definizione gramsciana anche se so che, purtroppo, con gli anni è venuta assumendo una connotazione negativa). Ma "popolare" -come talvolta si è messo in rilievo- è sinonimo di "nobile", non di "plebeo". Come nobile è il proposito -indicato appunto da Gramsci- di contribuire all'elevamento della cultura e della coscienza del popolo. Ed è quanto Cinieri, attore e regista raffinato e colto, si è sempre sforzato di fare. (...)"
Cosimo e Gianni amavano la Poesia. Tra i nostri innumerevoli Concerti di "Poesia&Musica" proposti negli anni, Canzoniere Italiano con La Banda Musicale dell'Arma dei Carabinieri, dopo il debutto al festival dei Due Mondi di Spoleto, fu ospite della Cavea dell'Auditorium Parco della Musica "Ennio Moricone". E nel 2009, Gianni ci chiese di preparare uno spettacolo su Pessoa e l'anno seguente su Adonis, il grande poeta siriano in odore di Nobel. Il successo di pubblico e critica ci permise di essere ospiti fissi all'Auditorium, grazie anche alla sensibilità di Carlo Fuortes. Via via, negli anni, per I luoghi della memoria, accettando l'invito di Gianni, Cosimo fu al Verano con i Sepolcri del Foscolo accompagnato da un Quartetto d'archi di Santa Cecilia, e poi in giro per Biblioteche, in piazze e teatri di periferia, perché su un punto erano assolutamente d'accordo: non esiste cultura alta e bassa o pubblico d'élite; l'arte va messa a disposizione di tutti. E difatti Gianni fu instancabile.
Il filo rosso che unì i due amici si protrasse nel tempo, fino alle esequie in Campidoglio, dove Cosimo ha recitato alcune poesie preferite da Gianni: I limoni di Montale e Supplica a mia madre di Pasolini.
2012. Gianni ci chiama. Appuntamento da Vanni. "Come state messi con l'Auditorium?" "Bene. Quasi due spettacoli all'anno, sold out". "Ho pensato a un Pasolini". Incontri con Graziella Chiarcossi, cugina del poeta, articolato allestimento con scene, costumi, sette musicisti, il direttore d'orchestra Domenico Virgili, oltre Cosimo un attore-cantante (Gianni De Feo), riccetto come i ragazzi pasoliniani, e la Bandiera Rossa, originale, prestito di Graziella Falconi, dirigente del PCI. Debutto in Sala Sinopoli dell'Auditorium il 25 aprile, anniversario della Liberazione.
A gennaio del 2014, ci siamo sentiti con Gianni per gli auguri di buon anno. Era in ospedale. Infervorato, pieno di progetti. Gli dissi che stavo ultimando il montaggio della video-opera di Pier Paolo poeta delle ceneri portato all'Auditorium e che gli avrei dato una copia; in quel periodo era curatore della splendida mostra internazionale dedicata al grande poeta da lui tanto amato. il 20 febbraio il montatore mi consegnò il dvd finito, ma proprio quel giorno Gianni ci lasciò...
Mi vennero in mente i versi sulla circolarità del destino, tratti dall'Edipo re pasoliniano con cui Gianni mi consigliò di chiudere lo spettacolo: "O luce che non rivedrò più, mi illumini ora per l'ultima volta. sono giunto. La vita finisce dove comincia"; avevo scelto come sottofondo musicale il valzerino finale di Salò: Son Tanto Triste.
Già, son tanto triste...